Sono i soldi davvero disponibili al 31 dicembre: depositi in banca, assegni da versare, contanti. È una delle poche voci del bilancio che non dipende da stime.
Come funziona
Comprende i saldi attivi dei conti correnti bancari e postali, gli assegni ricevuti e non ancora versati e il denaro in cassa (OIC 14). Si valuta al valore nominale; quella in valuta estera al cambio del 31 dicembre. Un conto corrente con saldo negativo non va qui: è un debito verso banche, in D.4.
Il saldo di fine anno è una fotografia. Durante l'anno la liquidità sale e scende con incassi e pagamenti: il 16 del mese escono F24 e contributi, a fine mese gli stipendi, quando i clienti pagano risale. Una cassa alta al 31 dicembre può dipendere anche da un incasso arrivato il giorno prima.
La liquidità finale è il punto d'arrivo del rendiconto finanziario, che spiega come si passa dalla cassa del 1° gennaio a quella del 31 dicembre. Il revisore la controlla con la circolarizzazione: chiede direttamente alle banche il saldo e lo confronta con la contabilità (ISA Italia 505).
| Saldo al 1° novembre | 40.000 € |
| + Incassi da clienti | 61.000 € |
| − Fornitori, stipendi, F24, rata del mutuo | 50.600 € |
| = Saldo al 30 novembre | 50.400 € |
| C.IV.1 Depositi bancari e postali | 83.000 € |
| C.IV.3 Danaro e valori in cassa | 2.000 € |
| C.IV Disponibilità liquide | 85.000 € |
Dove la ritrovi
Le scritture in partita doppia
All'esame, attenzione a
- Un saldo bancario negativo non si sottrae dalla liquidità: va tra i debiti verso banche.
- Utile alto non significa cassa alta: lo spiega il rendiconto finanziario.
- Nel riclassificato finanziario sono le liquidità immediate, base dell'indice di liquidità immediata.