Il laboratorio

Gli strumenti di economia aziendale che vengono dopo il bilancio: costi e punto di pareggio, budget, banca, fisco, magazzino, business plan. Ognuno con la teoria essenziale, le formule e un esempio da modificare. Cambia un numero e guarda cosa succede.

Punto di pareggio

Il punto di pareggio

È la quantità di vendite a cui i ricavi coprono esattamente tutti i costi: sotto si perde, sopra si guadagna. Per trovarlo i costi si dividono in fissi, che non cambiano con la produzione (affitti, stipendi fissi, ammortamenti), e variabili, che crescono con ogni unità prodotta (materie, provvigioni, energia di produzione).

Margine di contribuzione unitarioprezzo − costo variabile unitario
Quantità di pareggiocosti fissi ÷ margine di contribuzione unitario
Fatturato di pareggiocosti fissi ÷ (1 − costo variabile ÷ prezzo)
Margine di sicurezza(vendite − vendite di pareggio) ÷ vendite
Leva operativamargine di contribuzione totale ÷ risultato operativo

Il modello regge su ipotesi semplici: prezzo e costo variabile unitario costanti, costi fissi stabili nell'intervallo considerato, tutto ciò che si produce viene venduto. Se serve un nuovo impianto, i costi fissi fanno un salto.

all'esame: grafico con assi, punto di pareggio, commento degli scenari

Costi del prodotto

Quanto costa un prodotto

La contabilità gestionale misura i costi per prodotto, reparto o commessa, per decidere prezzi, mix e investimenti. Non ha schemi obbligatori: ogni azienda la costruisce sulle sue esigenze.

Costo primomaterie dirette + manodopera diretta
Costo industrialecosto primo + costi indiretti di produzione
Costo complessivocosto industriale + costi commerciali e amministrativi
Costo economico-tecnicocosto complessivo + oneri figurativi
Margine di contribuzionericavi − costi variabili

Il full costing carica sui prodotti tutti i costi, anche quelli comuni, con basi di riparto; il direct costing solo quelli variabili e specifici. Il primo serve per i prezzi di lungo periodo, il secondo per le decisioni di breve: accettare un ordine, eliminare un prodotto, produrre o comprare.

il costo "giusto" dipende dalla decisione da prendere

Budget e scostamenti

Programmare e controllare

Il budget traduce gli obiettivi dell'anno in numeri, area per area: vendite, produzione, acquisti, personale, investimenti, finanza. Poi, durante l'anno, il controllo di gestione confronta i risultati con il budget e cerca le cause delle differenze.

Budget flessibilecosti standard × produzione effettiva
Scostamento di prezzo(prezzo effettivo − standard) × quantità effettiva
Scostamento di quantità(quantità effettiva − standard) × prezzo standard
Scostamento di volume dei ricavi(quantità venduta − di budget) × prezzo di budget

Uno scostamento non è una colpa: è una domanda. Le materie costano di più perché il fornitore ha alzato i prezzi o perché in produzione si spreca? La risposta decide chi deve intervenire.

si legge sempre la scomposizione, non solo il totale

Banca e finanziamenti a breve

Trasformare i crediti in cassa

Chi vende a 60 o 90 giorni ha bisogno di liquidità prima dell'incasso. Le banche e le società di factoring anticipano i crediti in cambio di interessi e commissioni. Le forme cambiano per costo, flessibilità e rischio.

Sconto di cambialila banca anticipa il valore della cambiale meno lo sconto
RiBa salvo buon fineaccredito subito, riaddebito se il cliente non paga
Anticipo su fatturedi solito il 70–80% dell'importo
Factoring pro solvendoil rischio di insolvenza resta all'impresa
Factoring pro solutoil rischio passa al factor e il credito esce dal bilancio

Le scritture in partita doppia di ogni forma sono nella sezione Partita doppia, gruppo Banca. Per il bilancio conta una regola dell'OIC 15: se i rischi restano all'impresa, il credito resta nell'attivo e l'anticipo è un debito.

costo, rischio e bilancio: tre domande per ogni forma

Reddito fiscale

Dall'utile al reddito imponibile

Il reddito d'impresa parte dall'utile del conto economico e lo corregge con le variazioni previste dal TUIR: è il principio di derivazione. Le variazioni permanenti non tornano mai indietro; quelle temporanee si riassorbono negli anni successivi e generano imposte anticipate o differite.

IRES24% del reddito imponibile
IRAP3,9% del valore della produzione netta, salvo variazioni regionali
Imposte anticipatedifferenze temporanee tassate oggi × aliquota
Voce 20 del conto economicoimposte correnti − anticipate + differite

A giugno si versano il saldo dell'anno prima e il primo acconto, a novembre il secondo acconto. La differenza tra imposte di competenza e versamenti resta tra i debiti o i crediti tributari.

l'aliquota effettiva quasi mai è il 24%

Magazzino

Valutare le rimanenze

Quando lo stesso bene si compra più volte a prezzi diversi, bisogna decidere quale costo attribuire alle unità vendute e a quelle rimaste. Il codice civile ammette tre metodi, e la scelta cambia l'utile.

FIFOprimo entrato, primo uscito
LIFOultimo entrato, primo uscito; non ammesso dagli IFRS
Costo medio ponderatocosto medio delle unità disponibili
Limiteminore tra costo e valore di realizzo (art. 2426 n.9)

Prova a modificare quantità e prezzi: con prezzi in calo l'ordine dei metodi si inverte. La scheda di magazzino mostra movimento per movimento come si forma il valore finale.

rimanenze più alte, utile più alto

Fattura e calcoli

Gli strumenti del biennio

Prima della partita doppia si imparano i documenti e i calcoli della compravendita: la fattura, l'IVA, gli interessi, lo sconto, le scadenze. Sono la base di ogni scrittura contabile.

Imponibilemerce − sconti + spese accessorie addebitate
IVAimponibile × aliquota
Scorporoprezzo IVA inclusa ÷ (1 + aliquota)
Interesse semplicecapitale × tasso × giorni ÷ 365
Scadenza comuneΣ(importo × giorni) ÷ Σ importi

La fattura deve indicare tra l'altro i dati delle parti, la partita IVA, la descrizione dei beni, l'imponibile, l'aliquota e l'imposta (art. 21 DPR 633/1972). Dal 2019, tra soggetti residenti in Italia, è quasi sempre elettronica e passa dal Sistema di interscambio.

l'IVA si calcola sull'imponibile, mai sul totale

Business plan

Il business plan

È il documento con cui un progetto si presenta a soci, banche e investitori: racconta l'idea e la traduce in numeri. Nelle tracce della seconda prova dell'esame di Stato compare spesso, da solo o insieme al bilancio.

1. Sintesiil progetto in una pagina
2. Idea e mercatoclienti, concorrenti, vantaggio competitivo
3. Piano di marketingprodotto, prezzo, distribuzione, comunicazione
4. Piano operativoinvestimenti, organizzazione, tempi
5. Piano economico-finanziariofabbisogno, coperture, conti previsionali, indicatori

La parte numerica deve essere coerente: le coperture pareggiano il fabbisogno, gli ammortamenti seguono gli investimenti, gli interessi seguono il mutuo, la cassa basta a pagare le rate.

ogni numero deve avere un'ipotesi dietro

Valore aggiunto distribuito

Il bilancio sociale e di sostenibilità

Il bilancio d'esercizio guarda ai soci e ai creditori; il bilancio sociale a tutti gli interlocutori: lavoratori, finanziatori, Stato, comunità, ambiente. Il suo cuore numerico è il prospetto del valore aggiunto: quanta ricchezza crea l'azienda e a chi la distribuisce.

Valore aggiuntovalore della produzione − costi esterni
Remunerazione del personaleretribuzioni, contributi, TFR
Remunerazione dello Statoimposte
Remunerazione del capitaleinteressi e dividendi
Remunerazione dell'aziendautili trattenuti, ammortamenti, accantonamenti

Per le grandi imprese la rendicontazione di sostenibilità è un obbligo europeo (direttiva CSRD, recepita con il D.Lgs. 125/2024). La direttiva (UE) 2026/470, detta Omnibus, ha alzato le soglie a più di 1.000 dipendenti e più di 450 milioni di fatturato netto; per le PMI c'è lo standard volontario VSME.

la stessa ricchezza, vista da chi la riceve