Il bilancio con dati a scelta
All'esame di Stato degli istituti tecnici economici, indirizzo Amministrazione, finanza e marketing, la seconda prova di economia aziendale chiede spesso di redigere un bilancio inventando i numeri, nel rispetto di alcuni vincoli: indici, totali, tipo di impresa. Lo stesso esercizio torna nei corsi universitari di ragioneria e di analisi di bilancio. Non serve fantasia: serve un metodo.
Elenca i vincoli
Scrivi a parte ogni dato imposto: totale impieghi, indici, capitale sociale, tipo di impresa. Se la traccia dà la leva, ricava subito l'autonomia (1 ÷ leva) e l'indebitamento (leva − 1).
Scegli un'azienda credibile
Settore e attività guidano le proporzioni: un'impresa industriale ha molte immobilizzazioni e magazzino, una commerciale molto magazzino e crediti, una di servizi poco magazzino e molto personale.
Parti dagli impieghi
Dal totale e dalla rigidità ricavi attivo immobilizzato e attivo corrente. Poi dividi l'attivo corrente in magazzino, liquidità differite e immediate, coerenti con l'indice di liquidità se è richiesto.
Poi le fonti
Dall'autonomia ricavi il patrimonio netto, dall'indice di disponibilità le passività correnti (attivo corrente ÷ indice), per differenza le consolidate. Se vengono negative, i vincoli non stanno insieme: rivedi le scelte.
Il conto economico dal basso
Dal ROI il risultato operativo, dal ROS i ricavi, dal ROE l'utile. Con un carico fiscale plausibile risali all'utile prima delle imposte: la differenza dal risultato operativo sono gli interessi, che devono essere coerenti con i debiti.
Distribuisci i costi
Materie, servizi, godimento di beni di terzi, personale, ammortamenti, oneri diversi, con proporzioni da settore. Ammortamenti coerenti con le immobilizzazioni, TFR coerente con il personale.
Passa agli schemi del codice
Trasferisci tutto negli schemi degli articoli 2424 e 2425, con le voci e le sottovoci giuste. L'utile del conto economico deve comparire identico nella voce A.IX del patrimonio netto.
Controlla prima di consegnare
Attivo uguale a passivo; ricalcola ogni indice richiesto dai numeri finali; verifica riserva legale, imposte, interessi, segni. Usa numeri tondi, ma non troppo: un bilancio fatto solo di 100.000 sembra inventato.
Gli errori che costano punti
Sono quelli che chi corregge trova più spesso. Quasi tutti si evitano con l'ultimo passaggio del metodo: rifare i conti sui numeri finali.
- Utile del conto economico diverso da quello nello stato patrimoniale.
- Attivo e passivo che non pareggiano per poche centinaia di euro: arrotonda prima, non dopo.
- Immobilizzazioni senza ammortamenti nel conto economico, o ammortamenti senza immobilizzazioni.
- Debiti verso banche alti e interessi passivi quasi nulli, o il contrario.
- Imposte più alte dell'utile prima delle imposte, o assenti con un utile.
- Riserva legale superiore a un quinto del capitale sociale.
- ROE calcolato su un patrimonio netto diverso da quello dichiarato, prima o dopo la destinazione dell'utile.
- Dividendi da distribuire lasciati nel patrimonio netto nella riclassificazione dopo il riparto.
- Magazzino enorme per un'impresa di servizi, o quasi nullo per un'impresa industriale.
- Personale senza TFR né debiti verso istituti previdenziali.
- Ipotesi non scritte: chi corregge deve capire da dove vengono i numeri.