Gli indici di bilancio
Un numero da solo non dice se un'azienda sta bene. Gli indici lo mettono in rapporto con un altro: l'utile con i soldi dei soci, i debiti a breve con i crediti, i giorni di magazzino con quelli di pagamento. Prima si riclassifica il bilancio, poi si calcola, poi si legge. Tutti i numeri sono di Esempio Srl.
Schema civilistico
Lo schema del codice civile
Lo stato patrimoniale dell'art. 2424 ordina le voci per natura: immobilizzazioni, attivo circolante, ratei; patrimonio netto, fondi, TFR, debiti. È perfetto per sapere cosa c'è, meno per capire se l'azienda riuscirà a pagare quello che scade.
I debiti, per esempio, stanno tutti nella voce D: quelli da pagare il mese prossimo e il mutuo che scade tra dieci anni. Per l'analisi bisogna separarli in base al tempo. Premi «Criterio finanziario» e guarda cosa si sposta.
tutto in ordine di naturaCriterio finanziario
Il criterio finanziario
La riclassificazione riordina tutto in base al tempo. Impieghi: ciò che tornerà liquido oltre l'anno, l'attivo immobilizzato, ed entro l'anno, l'attivo corrente, diviso in disponibilità di magazzino, liquidità differite e liquidità immediate. Fonti: mezzi propri, debiti da restituire oltre l'anno (passività consolidate) ed entro l'anno (passività correnti).
Cosa si sposta in Esempio Srl: la quota del mutuo che scade entro l'anno, 30.000 €, diventa passività corrente; TFR e fondi rischi sono consolidati; i 30.000 € di dividendi decisi dall'assemblea escono dal patrimonio netto e diventano un debito a breve, perché questa è la riclassificazione dopo la destinazione dell'utile.
AI + D + Ld + Li = PN + Pml + PcConto economico
Il conto economico a valore aggiunto
Riordina i costi per far emergere i margini: valore aggiunto, margine operativo lordo, risultato operativo. Sono i numeri da cui partono gli indici di redditività.
Qui gli altri ricavi (A.5) restano nella gestione operativa, come nello schema civilistico. Alcuni libri li spostano in una gestione accessoria: il risultato operativo cambia di poco, l'importante è dichiarare la scelta.
dal valore della produzione all'utileTutti gli indici
34 indici in sei famiglie, calcolati su Esempio Srl. Tocca una scheda per la spiegazione completa: formula, grafica, come si legge, valori di riferimento.
RedditivitàROE
Redditività del capitale proprioUtile nettoPatrimonio netto
19,4%In equilibrioPer ogni 100 € dei soci, 19,4 € di utile netto.
ROE
Misura il rendimento dei mezzi propri, cioè del denaro che i soci hanno messo o lasciato in azienda. È l'indice che interessa di più a chi investe: dice quanto rende l'impresa per i suoi proprietari, dopo aver pagato tutti, banche e fisco compresi.
La formula
In Esempio Srl: 60.000 ÷ 310.000 = 19,4%
Come si legge
Si confronta con il rendimento di un investimento senza rischio, come i titoli di Stato, più un premio per il rischio d'impresa: un ROE sotto quel livello significa che ai soci converrebbe, in teoria, investire altrove. Va letto insieme a ROI e leva: un ROE alto ottenuto con molti debiti è più fragile di uno ottenuto con un buon ROI.
Per ogni 100 € dei soci, 19,4 € di utile netto.
Valori di riferimento
Sopra 8,0%: in equilibrio. Tra 2,0% e 8,0%: da tenere d'occhio. Sotto 2,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Dichiara quale patrimonio netto usi: dopo la destinazione dell'utile, a fine anno con l'utile, oppure la media tra inizio e fine. Qui si usa quello dopo la destinazione.
- Con patrimonio netto negativo il ROE perde significato.
- Un utile gonfiato da una plusvalenza una tantum alza il ROE senza che la gestione sia migliorata.
Le voci di bilancio da cui parte
RedditivitàROI
Redditività del capitale investitoRisultato operativoCapitale investito
10,8%In equilibrioOgni 100 € investiti nell'attività rendono 10,8 € di risultato operativo.
ROI
Misura il rendimento di tutto il capitale impiegato nell'azienda, a prescindere da chi l'ha fornito, soci o banche. Usa il risultato operativo, quindi non risente di interessi e imposte: misura la bontà della gestione tipica.
La formula
In Esempio Srl: 94.000 ÷ 870.000 = 10,8%
Come si legge
Il confronto decisivo è con il costo del debito (ROD). Se il ROI supera il ROD, prendere soldi in prestito per investirli nell'attività aumenta il rendimento dei soci; se è inferiore, ogni euro di debito lo riduce. Si scompone in ROS per rotazione del capitale investito.
Ogni 100 € investiti nell'attività rendono 10,8 € di risultato operativo.
Valori di riferimento
Sopra 7,0%: in equilibrio. Tra 3,0% e 7,0%: da tenere d'occhio. Sotto 3,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Alcuni testi usano solo il capitale investito nella gestione caratteristica, escludendo partecipazioni e investimenti accessori: il ROI risulta un po' più alto.
- Un ROI che sale perché gli impianti sono quasi tutti ammortizzati non è per forza un buon segno: l'azienda potrebbe non investire da anni.
Le voci di bilancio da cui parte
RedditivitàROS
Redditività delle venditeRisultato operativoRicavi di vendita
7,8%In equilibrioSu 100 € di vendite restano 7,8 € di risultato operativo.
ROS
Dice quanto resta di ogni euro venduto dopo aver pagato i costi operativi: materie, servizi, personale, ammortamenti. Misura l'efficienza e il potere di prezzo dell'azienda.
La formula
In Esempio Srl: 94.000 ÷ 1.200.000 = 7,8%
Come si legge
Dipende moltissimo dal settore: la grande distribuzione lavora con ROS di pochi punti e grandi volumi, il lusso con ROS elevati. Si confronta con i concorrenti e con gli anni precedenti: un ROS in calo con ricavi in crescita significa che si vende di più guadagnando meno su ogni vendita.
Su 100 € di vendite restano 7,8 € di risultato operativo.
Valori di riferimento
Sopra 5,0%: in equilibrio. Tra 0,0% e 5,0%: da tenere d'occhio. Sotto 0,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Al denominatore vanno i ricavi delle vendite e delle prestazioni (A.1), non l'intero valore della produzione.
- Due aziende con lo stesso ROI possono avere ROS molto diversi: conta anche la rotazione.
Le voci di bilancio da cui parte
RedditivitàRotazione del capitale investito
Ricavi di venditaCapitale investito
1,38 volteDipende dal settoreOgni euro investito genera 1,38 € di vendite in un anno.
Rotazione del capitale investito
Misura quante volte, nell'anno, il capitale investito si rinnova attraverso le vendite: quanti ricavi riesce a generare l'azienda con ciò che ha investito.
La formula
In Esempio Srl: 1.200.000 ÷ 870.000 = 1,38 volte
Come si legge
Moltiplicata per il ROS dà il ROI: ROI = ROS × rotazione. Un supermercato ha margini bassi ma rotazione altissima; un'acciaieria il contrario. Aumentare la rotazione significa vendere di più a parità di investimenti, oppure ridurre magazzino e crediti a parità di vendite.
Ogni euro investito genera 1,38 € di vendite in un anno.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Il valore dipende dal settore: va confrontato con aziende simili.
- Un capitale investito molto ammortizzato fa salire la rotazione senza merito della gestione.
Le voci di bilancio da cui parte
RedditivitàROD
Costo del capitale di terziOneri finanziariPassività consolidate + correnti
2,1%Dipende dal settoreIn media 100 € di passività verso terzi costano 2,1 € l'anno.
ROD
Misura quanto costano in media i finanziamenti ricevuti da terzi. Nella versione dei libri di testo il denominatore comprende tutte le passività, anche i debiti verso fornitori che di solito non costano interessi.
La formula
In Esempio Srl: 12.000 ÷ 560.000 = 2,1%
Come si legge
Va confrontato con il ROI: se il ROI è più alto, l'indebitamento lavora a favore dei soci (effetto leva positivo). Per un'idea del tasso pagato alle banche conviene guardare il costo medio dei debiti finanziari.
In media 100 € di passività verso terzi costano 2,1 € l'anno.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Con tutte le passività al denominatore il ROD risulta basso, perché comprende debiti gratuiti: dichiara sempre quale versione usi.
Le voci di bilancio da cui parte
Debito e cassaCosto medio dei debiti finanziari
Oneri finanziariDebiti finanziari
6,7%Dipende dal settoreI debiti verso banche costano in media il 6,7% l'anno.
Costo medio dei debiti finanziari
È il tasso medio implicito pagato su mutui, finanziamenti e scoperti di conto corrente.
La formula
In Esempio Srl: 12.000 ÷ 180.000 = 6,7%
Come si legge
Si confronta con i tassi di mercato e con il ROI. Un costo molto superiore ai tassi correnti può indicare che le banche considerano l'azienda rischiosa, o che c'è molto scoperto di conto corrente, la forma di credito più cara.
I debiti verso banche costano in media il 6,7% l'anno.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Se i debiti sono cambiati molto nell'anno, è più corretto usare la media tra il debito iniziale e quello finale.
Le voci di bilancio da cui parte
RedditivitàLeva finanziaria
Capitale investitoPatrimonio netto
2,81Da tenere d'occhioPer ogni euro dei soci l'azienda investe 2,81 €.
Leva finanziaria
Indica quante volte il capitale investito supera i mezzi propri. Vale 1 se l'azienda non ha debiti, 2 quando metà degli investimenti è finanziata da terzi, e cresce con l'indebitamento.
La formula
In Esempio Srl: 870.000 ÷ 310.000 = 2,81
Come si legge
Moltiplica il ROI nel ROE: ROE = ROI × leva × incidenza della gestione non caratteristica. Se il ROI supera il costo del debito, più leva significa più ROE; se è inferiore, la leva lavora contro. Per questo è un'arma a doppio taglio: amplifica i risultati, in un senso e nell'altro.
Per ogni euro dei soci l'azienda investe 2,81 €.
Valori di riferimento
Fino a 2,00: in equilibrio. Tra 2,00 e 3,00: da tenere d'occhio. Oltre 3,00: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- È il reciproco dell'autonomia finanziaria: leva 2,81 equivale a un'autonomia del 35,6%.
- Alcuni testi chiamano leva il rapporto tra debiti e patrimonio netto, cioè l'indice di indebitamento, che vale esattamente 1 in meno.
Le voci di bilancio da cui parte
RedditivitàIncidenza della gestione non caratteristica
Utile nettoRisultato operativo
0,64In equilibrioDi 100 € di risultato operativo, ai soci restano 64 €.
Incidenza della gestione non caratteristica
Misura quanta parte del risultato operativo arriva fino all'utile netto, dopo gestione finanziaria, partite accessorie e imposte. È il terzo fattore della scomposizione del ROE.
La formula
In Esempio Srl: 60.000 ÷ 94.000 = 0,64
Come si legge
Un valore basso segnala molti interessi passivi o un carico fiscale pesante; un valore sopra 1 significa che l'utile netto supera il risultato operativo grazie a proventi finanziari o partite non ricorrenti, da guardare con attenzione.
Di 100 € di risultato operativo, ai soci restano 64 €.
Valori di riferimento
Sopra 0,60: in equilibrio. Tra 0,30 e 0,60: da tenere d'occhio. Sotto 0,30: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Con risultato operativo negativo il rapporto non è interpretabile.
Le voci di bilancio da cui parte
RedditivitàEBITDA margin
MOL su ricaviMOL (EBITDA)Ricavi di vendita
14,1%In equilibrioSu 100 € di vendite, 14,1 € di margine prima di ammortamenti, interessi e imposte.
EBITDA margin
Il margine operativo lordo in percentuale dei ricavi. Non risente delle politiche di ammortamento e della struttura finanziaria, quindi è comodo per confrontare aziende dello stesso settore.
La formula
In Esempio Srl: 169.000 ÷ 1.200.000 = 14,1%
Come si legge
Approssima la capacità della gestione di generare cassa. Le banche lo usano per misurare quanto debito un'azienda può sostenere: vedi la posizione finanziaria netta su MOL.
Su 100 € di vendite, 14,1 € di margine prima di ammortamenti, interessi e imposte.
Valori di riferimento
Sopra 10,0%: in equilibrio. Tra 5,0% e 10,0%: da tenere d'occhio. Sotto 5,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- EBITDA non è una voce del codice civile: ogni società lo calcola a modo suo. Controlla sempre come è definito.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeRigidità degli impieghi
Attivo immobilizzatoCapitale investito
44,8%Dipende dal settoreIl 44,8% degli investimenti è vincolato a lungo.
Rigidità degli impieghi
La quota degli investimenti che resta vincolata per più anni: impianti, immobili, partecipazioni. Il suo complemento è l'elasticità.
La formula
In Esempio Srl: 390.000 ÷ 870.000 = 44,8%
Come si legge
Non c'è un valore giusto: un'acciaieria o una società elettrica hanno rigidità alte, un'azienda commerciale o di servizi basse. Conta la coerenza con le fonti: impieghi rigidi vanno finanziati con fonti durevoli, patrimonio netto e debiti a lungo termine.
Il 44,8% degli investimenti è vincolato a lungo.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Rigidità ed elasticità sommano sempre 100%.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeElasticità degli impieghi
Attivo correnteCapitale investito
55,2%Dipende dal settoreIl 55,2% degli investimenti tornerà liquido entro l'anno.
Elasticità degli impieghi
La quota degli investimenti che si trasforma in denaro entro dodici mesi: magazzino, crediti a breve, liquidità.
La formula
In Esempio Srl: 480.000 ÷ 870.000 = 55,2%
Come si legge
Un'elevata elasticità rende l'azienda più flessibile: può adattarsi in fretta a un calo della domanda. Ma conta cosa la compone: molti crediti scaduti o un magazzino che non gira non sono vera elasticità.
Il 55,2% degli investimenti tornerà liquido entro l'anno.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Si legge insieme alle durate del magazzino e dei crediti.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeAutonomia finanziaria
Patrimonio nettoCapitale investito
35,6%Da tenere d'occhioI soci finanziano il 35,6% degli investimenti.
Autonomia finanziaria
Indica quanta parte degli investimenti è finanziata con mezzi propri. È la misura più diretta della solidità: più è alta, meno l'azienda dipende dai creditori.
La formula
In Esempio Srl: 310.000 ÷ 870.000 = 35,6%
Come si legge
Valori bassi indicano sottocapitalizzazione, frequente nelle piccole imprese italiane. Una buona autonomia rende più facile ottenere credito e resistere alle crisi.
I soci finanziano il 35,6% degli investimenti.
Valori di riferimento
Sopra 50,0%: in equilibrio. Tra 33,0% e 50,0%: da tenere d'occhio. Sotto 33,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- È il reciproco della leva finanziaria.
- Le soglie sono indicative: le banche guardano anche settore, redditività e flussi di cassa.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeDipendenza finanziaria
Passività consolidate + correntiCapitale investito
64,4%Da tenere d'occhioIl 64,4% degli investimenti è finanziato da terzi.
Dipendenza finanziaria
Il complemento dell'autonomia: la quota di investimenti coperta da debiti, fondi e TFR.
La formula
In Esempio Srl: 560.000 ÷ 870.000 = 64,4%
Come si legge
Più è alta, più l'azienda dipende dalle decisioni dei finanziatori e più pesano gli interessi.
Il 64,4% degli investimenti è finanziato da terzi.
Valori di riferimento
Fino a 50,0%: in equilibrio. Tra 50,0% e 67,0%: da tenere d'occhio. Oltre 67,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Autonomia e dipendenza sommano sempre 100%.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeIndice di indebitamento
Passività consolidate + correntiPatrimonio netto
1,81Da tenere d'occhioPer ogni euro dei soci, 1,81 € di passività verso terzi.
Indice di indebitamento
Il rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri, chiamato anche debt to equity.
La formula
In Esempio Srl: 560.000 ÷ 310.000 = 1,81
Come si legge
Sotto 1 i soci finanziano più dei terzi; sopra 2 l'azienda è molto indebitata. È uguale alla leva finanziaria meno 1.
Per ogni euro dei soci, 1,81 € di passività verso terzi.
Valori di riferimento
Fino a 1,00: in equilibrio. Tra 1,00 e 2,00: da tenere d'occhio. Oltre 2,00: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Alcune analisi mettono al numeratore solo i debiti finanziari: il valore cambia molto, controlla sempre la definizione.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeMargine di struttura primario
Patrimonio netto − Attivo immobilizzato
− 80.000 €Da tenere d'occhioAi mezzi propri mancano 80.000 € per coprire le immobilizzazioni.
Margine di struttura primario
Confronta i mezzi propri con gli investimenti a lungo termine. Se è positivo, i soci da soli finanziano tutte le immobilizzazioni.
La formula
In Esempio Srl: 310.000 − 390.000 = − 80.000 €
Come si legge
Nelle imprese italiane è spesso negativo, e non è di per sé grave: basta che la differenza sia coperta da debiti a lungo termine, cioè che il margine secondario sia positivo. Diventa un problema quando anche quello è negativo.
Ai mezzi propri mancano 80.000 € per coprire le immobilizzazioni.
Valori di riferimento
Positivo è il segnale di equilibrio, negativo di squilibrio. Se è negativo ma il patrimonio netto copre almeno il 70% delle immobilizzazioni, la situazione è da tenere d'occhio più che critica.
Attenzione a
- Ha lo stesso contenuto dell'indice di autocopertura, ma in euro invece che in rapporto.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeAutocopertura delle immobilizzazioni
Patrimonio nettoAttivo immobilizzato
0,79Da tenere d'occhioI mezzi propri coprono il 79% delle immobilizzazioni.
Autocopertura delle immobilizzazioni
Il margine di struttura primario espresso come rapporto.
La formula
In Esempio Srl: 310.000 ÷ 390.000 = 0,79
Come si legge
Sopra 1 la struttura è solida; tra 0,7 e 1 è accettabile se le passività consolidate completano la copertura; sotto 0,7 l'azienda è sottocapitalizzata rispetto ai suoi investimenti.
I mezzi propri coprono il 79% delle immobilizzazioni.
Valori di riferimento
Sopra 1,00: in equilibrio. Tra 0,70 e 1,00: da tenere d'occhio. Sotto 0,70: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Soglie indicative, da adattare al settore.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeMargine di struttura secondario
Patrimonio netto + Passività consolidate − Attivo immobilizzato
170.000 €PositivoLe fonti a lungo termine coprono le immobilizzazioni con 170.000 € di avanzo.
Margine di struttura secondario
Verifica la regola d'oro dell'equilibrio: gli investimenti a lungo termine devono essere finanziati con fonti a lungo termine.
La formula
In Esempio Srl: 310.000 + 250.000 − 390.000 = 170.000 €
Come si legge
Se è negativo, impianti e immobili sono finanziati anche con debiti da rimborsare entro l'anno: uno squilibrio, perché i beni non torneranno liquidi in tempo. È lo stesso numero del capitale circolante netto, visto dal lato delle fonti.
Le fonti a lungo termine coprono le immobilizzazioni con 170.000 € di avanzo.
Valori di riferimento
Positivo è il segnale di equilibrio, negativo di squilibrio.
Attenzione a
- Margine secondario e capitale circolante netto coincidono: è un buon controllo dei calcoli.
Le voci di bilancio da cui parte
Solidità patrimonialeCopertura delle immobilizzazioni
Patrimonio netto + Passività consolidateAttivo immobilizzato
1,44In equilibrioLe fonti durevoli coprono il 144% delle immobilizzazioni.
Copertura delle immobilizzazioni
Il margine di struttura secondario in forma di rapporto.
La formula
In Esempio Srl: 560.000 ÷ 390.000 = 1,44
Come si legge
Sopra 1 c'è equilibrio tra impieghi e fonti a lungo termine; sotto 1 una parte degli investimenti durevoli è finanziata a breve.
Le fonti durevoli coprono il 144% delle immobilizzazioni.
Valori di riferimento
Sopra 1,00: in equilibrio. Tra 0,90 e 1,00: da tenere d'occhio. Sotto 0,90: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Un valore molto alto può indicare debiti a lungo termine usati anche per il magazzino: va bene, ma costa interessi.
Le voci di bilancio da cui parte
LiquiditàCapitale circolante netto
Attivo corrente − Passività correnti
170.000 €PositivoLe attività a breve superano di 170.000 € i debiti a breve.
Capitale circolante netto
La differenza tra ciò che diventerà liquido entro dodici mesi e ciò che andrà pagato nello stesso periodo. È il margine di sicurezza della gestione corrente.
La formula
In Esempio Srl: 480.000 − 310.000 = 170.000 €
Come si legge
Positivo è il segnale di base dell'equilibrio finanziario. Ma da solo non basta: se l'attivo corrente è fatto soprattutto di magazzino che si vende lentamente, l'azienda può comunque faticare a pagare. Per questo si guarda anche il margine di tesoreria.
Le attività a breve superano di 170.000 € i debiti a breve.
Valori di riferimento
Positivo è il segnale di equilibrio, negativo di squilibrio.
Attenzione a
- Coincide con il margine di struttura secondario.
Le voci di bilancio da cui parte
LiquiditàIndice di disponibilità
Current ratioAttivo correntePassività correnti
1,55In equilibrioPer ogni euro da pagare entro l'anno, 1,55 € che diventeranno liquidi.
Indice di disponibilità
Chiamato anche current ratio o indice di liquidità secondaria. È il capitale circolante netto in forma di rapporto.
La formula
In Esempio Srl: 480.000 ÷ 310.000 = 1,55
Come si legge
Sopra 1,5 la situazione è considerata buona, tra 1 e 1,5 accettabile, sotto 1 l'azienda rischia di non riuscire a pagare i debiti a breve con le sole attività a breve. Le soglie cambiano con il settore: la grande distribuzione, che incassa subito e paga a 60 giorni, vive bene anche sotto 1.
Per ogni euro da pagare entro l'anno, 1,55 € che diventeranno liquidi.
Valori di riferimento
Sopra 1,50: in equilibrio. Tra 1,00 e 1,50: da tenere d'occhio. Sotto 1,00: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Include il magazzino, che non sempre si trasforma in cassa in fretta: per questo esiste l'indice di liquidità.
Le voci di bilancio da cui parte
LiquiditàMargine di tesoreria
Liquidità differite + immediate − Passività correnti
20.000 €PositivoSenza vendere il magazzino, crediti e liquidità coprono i debiti a breve con 20.000 € di margine.
Margine di tesoreria
Come il capitale circolante netto, ma senza il magazzino: misura se crediti e liquidità bastano da soli a coprire i debiti a breve.
La formula
In Esempio Srl: 245.000 + 85.000 − 310.000 = 20.000 €
Come si legge
Un margine negativo significa che, per pagare i debiti a breve, l'azienda deve contare sulla vendita delle rimanenze o su nuovi finanziamenti.
Senza vendere il magazzino, crediti e liquidità coprono i debiti a breve con 20.000 € di margine.
Valori di riferimento
Positivo è il segnale di equilibrio, negativo di squilibrio.
Attenzione a
- I crediti devono essere davvero esigibili: quelli scaduti da tempo vanno guardati con prudenza.
Le voci di bilancio da cui parte
LiquiditàIndice di liquidità
Quick ratio, acid testLiquidità differite + immediatePassività correnti
1,06In equilibrioSenza il magazzino, 1,06 € di crediti e liquidità per ogni euro di debiti a breve.
Indice di liquidità
Chiamato anche quick ratio, acid test o indice di liquidità primaria: la prova acida, perché esclude il magazzino.
La formula
In Esempio Srl: 330.000 ÷ 310.000 = 1,06
Come si legge
Intorno a 1 o sopra la situazione è tranquilla; tra 0,7 e 1 accettabile; sotto 0,7 l'azienda dipende dalla vendita delle rimanenze o dal credito bancario per pagare i debiti a breve.
Senza il magazzino, 1,06 € di crediti e liquidità per ogni euro di debiti a breve.
Valori di riferimento
Sopra 1,00: in equilibrio. Tra 0,70 e 1,00: da tenere d'occhio. Sotto 0,70: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Nei libri di testo l'indice di disponibilità è detto anche liquidità secondaria.
Le voci di bilancio da cui parte
LiquiditàIndice di liquidità immediata
Liquidità immediatePassività correnti
0,27Dipende dal settoreCassa e banca coprono subito il 27% dei debiti a breve.
Indice di liquidità immediata
Il rapporto più severo: solo il denaro già disponibile, rispetto ai debiti a breve.
La formula
In Esempio Srl: 85.000 ÷ 310.000 = 0,27
Come si legge
Non deve essere per forza alto: troppa liquidità ferma rende poco. Ma un valore vicino a zero, con debiti in scadenza, è un campanello d'allarme.
Cassa e banca coprono subito il 27% dei debiti a breve.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- La liquidità al 31 dicembre può dipendere da un incasso dell'ultimo giorno: guarda anche l'andamento nell'anno.
Le voci di bilancio da cui parte
Rotazione e durateDurata media dei crediti
Crediti verso clientiRicavi + IVA × 365
52 giorniDipende dal settoreI clienti pagano in media dopo 52 giorni.
Durata media dei crediti
Quanti giorni passano in media tra la vendita e l'incasso. Il suo reciproco, ricavi diviso crediti, è l'indice di rotazione dei crediti.
La formula
In Esempio Srl: 210.000 ÷ (1.200.000 × 1,22) × 365 = 52 giorni
Come si legge
Si confronta con le condizioni concesse ai clienti e con la legge: tra imprese il termine ordinario è 30 giorni, estendibile per accordo a 60 (D.Lgs. 231/2002). Una durata che si allunga di anno in anno può segnalare clienti in difficoltà o crediti difficili da incassare.
I clienti pagano in media dopo 52 giorni.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- I crediti comprendono l'IVA, quindi anche le vendite al denominatore vanno considerate IVA inclusa.
- Più preciso con la media tra crediti iniziali e finali.
Le voci di bilancio da cui parte
Rotazione e durateDurata media dei debiti verso fornitori
Debiti verso fornitoriAcquisti + IVA × 365
76 giorniDipende dal settoreL'azienda paga i fornitori in media dopo 76 giorni.
Durata media dei debiti verso fornitori
Quanti giorni passano in media tra l'acquisto e il pagamento: è il credito che i fornitori concedono all'azienda.
La formula
In Esempio Srl: 190.000 ÷ (744.000 × 1,22) × 365 = 76 giorni
Come si legge
Più è lunga, più l'azienda si finanzia gratis con i fornitori. Ma oltre i termini concordati scattano interessi di mora e si rovinano i rapporti commerciali.
L'azienda paga i fornitori in media dopo 76 giorni.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Al denominatore si mettono gli acquisti di materie e servizi, IVA inclusa: qui (570.000 + 174.000) × 1,22.
Le voci di bilancio da cui parte
Rotazione e durateDurata media del magazzino
RimanenzeRicavi di vendita × 365
46 giorniDipende dal settoreLe scorte restano in magazzino in media 46 giorni.
Durata media del magazzino
Quanti giorni di vendite sono fermi in magazzino. Il suo reciproco, ricavi diviso rimanenze, è l'indice di rotazione del magazzino.
La formula
In Esempio Srl: 150.000 ÷ 1.200.000 × 365 = 46 giorni
Come si legge
Una durata che cresce può significare merce che non si vende o scorte eccessive, quindi cassa immobilizzata. Alcuni testi usano al denominatore il costo del venduto invece dei ricavi: il risultato cambia, l'importante è restare coerenti negli anni.
Le scorte restano in magazzino in media 46 giorni.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Più preciso con le rimanenze medie tra inizio e fine anno.
Le voci di bilancio da cui parte
Rotazione e durateCiclo monetario
Durata magazzino + durata crediti − Durata debiti
22 giorniDipende dal settore22 giorni da finanziare tra il pagamento dei fornitori e l'incasso dai clienti.
Ciclo monetario
Il numero di giorni in cui l'azienda deve finanziare da sé il ciclo acquisto, produzione, vendita, incasso.
La formula
In Esempio Srl: 46 + 52 − 76 = 22 giorni
Come si legge
Più è lungo, più capitale circolante serve e più debiti a breve rischiano di accumularsi. Accorciarlo, incassando prima o tenendo meno scorte, libera cassa senza chiedere un euro alle banche.
22 giorni da finanziare tra il pagamento dei fornitori e l'incasso dai clienti.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- È un'approssimazione: le tre durate sono calcolate su basi diverse.
Le voci di bilancio da cui parte
Debito e cassaPosizione finanziaria netta
Debiti finanziari − Liquidità
95.000 €Dipende dal settoreI debiti finanziari superano la liquidità di 95.000 €.
Posizione finanziaria netta
Il debito finanziario al netto della liquidità disponibile: quanto resterebbe da restituire alle banche usando tutta la cassa. Se è negativa l'azienda ha più cassa che debiti.
La formula
In Esempio Srl: 180.000 − 85.000 = 95.000 €
Come si legge
È il numero che banche e analisti guardano per primo, insieme al rapporto con il MOL. Le società quotate lo pubblicano a ogni trimestre.
I debiti finanziari superano la liquidità di 95.000 €.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Non ha una definizione unica: alcune includono i debiti per leasing e i finanziamenti dei soci, altre no.
- Il segno può essere presentato al contrario: controlla sempre la convenzione.
Le voci di bilancio da cui parte
Debito e cassaPFN su MOL
Posizione finanziaria nettaMOL (EBITDA)
0,56In equilibrioCon il margine di un anno ripagherebbe il debito netto in circa 0,6 anni.
PFN su MOL
Quanti anni di margine operativo lordo servirebbero per azzerare il debito finanziario netto.
La formula
In Esempio Srl: 95.000 ÷ 169.000 = 0,56
Come si legge
Sotto 2 il debito è considerato contenuto, tra 2 e 4 da monitorare, sopra 4 pesante. Molti contratti di finanziamento fissano un tetto a questo rapporto (covenant): se lo si supera la banca può chiedere il rimborso anticipato.
Con il margine di un anno ripagherebbe il debito netto in circa 0,6 anni.
Valori di riferimento
Fino a 2,00: in equilibrio. Tra 2,00 e 4,00: da tenere d'occhio. Oltre 4,00: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Il MOL non è cassa: restano da pagare imposte e investimenti, e il circolante può assorbire liquidità.
Le voci di bilancio da cui parte
Debito e cassaCopertura degli oneri finanziari
Risultato operativoOneri finanziari
7,8 volteIn equilibrioIl risultato operativo copre 7,8 volte gli interessi.
Copertura degli oneri finanziari
Quante volte il risultato operativo copre gli interessi passivi. Chiamato anche interest coverage ratio.
La formula
In Esempio Srl: 94.000 ÷ 12.000 = 7,8 volte
Come si legge
Sotto 1,5 gli interessi assorbono quasi tutto il risultato della gestione; sotto 1 l'azienda non li copre con l'attività tipica.
Il risultato operativo copre 7,8 volte gli interessi.
Valori di riferimento
Sopra 3,0 volte: in equilibrio. Tra 1,5 volte e 3,0 volte: da tenere d'occhio. Sotto 1,5 volte: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Se gli oneri finanziari sono zero il rapporto non si calcola.
Le voci di bilancio da cui parte
Debito e cassaOneri finanziari su MOL
Oneri finanziariMOL (EBITDA)
7,1%In equilibrioGli interessi assorbono il 7,1% del margine operativo lordo.
Oneri finanziari su MOL
La quota di margine operativo lordo assorbita dagli interessi passivi.
La formula
In Esempio Srl: 12.000 ÷ 169.000 = 7,1%
Come si legge
Più è alta, meno margine resta per ammortamenti, imposte e utile. È uno degli indicatori usati per valutare la sostenibilità del debito.
Gli interessi assorbono il 7,1% del margine operativo lordo.
Valori di riferimento
Fino a 20,0%: in equilibrio. Tra 20,0% e 35,0%: da tenere d'occhio. Oltre 35,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Con MOL negativo il rapporto non ha senso: il problema è a monte.
Le voci di bilancio da cui parte
Debito e cassaFlusso di cassa operativo su ricavi
Flusso della gestione operativaRicavi di vendita
10,4%In equilibrioOgni 100 € di vendite generano 10,4 € di cassa dalla gestione.
Flusso di cassa operativo su ricavi
Quanta cassa genera la gestione tipica per ogni euro venduto, dopo le variazioni del circolante e le imposte pagate.
La formula
In Esempio Srl: 125.000 ÷ 1.200.000 = 10,4%
Come si legge
Si confronta con il ROS: se il ROS è positivo ma questo indice è negativo, gli utili non si trasformano in cassa, per esempio perché i crediti crescono troppo.
Ogni 100 € di vendite generano 10,4 € di cassa dalla gestione.
Valori di riferimento
Sopra 5,0%: in equilibrio. Tra 0,0% e 5,0%: da tenere d'occhio. Sotto 0,0%: critico. Sono soglie indicative, da confrontare sempre con il settore e con gli anni precedenti.
Attenzione a
- Richiede il rendiconto finanziario: il dato viene dalla sezione A.
Le voci di bilancio da cui parte
ProduttivitàValore aggiunto per dipendente
Valore aggiuntoNumero medio di dipendenti
61.286 €Dipende dal settoreOgni dipendente genera in media 61.286 € di valore aggiunto.
Valore aggiunto per dipendente
Misura la produttività del lavoro: quanta ricchezza crea l'azienda per ogni persona impiegata.
La formula
In Esempio Srl: 429.000 ÷ 7 = 61.286 €
Come si legge
Si confronta con il costo medio del personale: se il valore aggiunto per dipendente supera di poco il costo, resta poco per ammortamenti, interessi e utile.
Ogni dipendente genera in media 61.286 € di valore aggiunto.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Il numero medio dei dipendenti è in nota integrativa, punto 15.
Le voci di bilancio da cui parte
ProduttivitàCosto medio del personale
Costi del personaleNumero medio di dipendenti
37.143 €Dipende dal settoreOgni dipendente costa in media 37.143 € l'anno, contributi e TFR compresi.
Costo medio del personale
Il costo aziendale medio di una persona: retribuzione lorda, contributi e TFR.
La formula
In Esempio Srl: 260.000 ÷ 7 = 37.143 €
Come si legge
Rapportato al valore aggiunto per dipendente dice quanta parte della ricchezza prodotta va al lavoro: in Esempio Srl circa il 61%.
Ogni dipendente costa in media 37.143 € l'anno, contributi e TFR compresi.
Valori di riferimento
Non esiste una soglia valida per tutti: si confronta con aziende dello stesso settore e con gli anni precedenti della stessa azienda.
Attenzione a
- Il costo medio non dice nulla sulle differenze tra le categorie di dipendenti.
Le voci di bilancio da cui parte
Il ROE scomposto
Da dove viene il rendimento dei soci? Dall'efficienza delle vendite, dalla velocità con cui gira il capitale, dai debiti e da quanto si mangiano interessi e imposte. Muovi i cursori e guarda come cambia.
Con questi valori il ROE è 19,4%: ogni 100 € dei soci rendono 19,4 € di utile netto. Nella realtà i fattori sono collegati: più debiti portano più interessi, quindi alzare la leva di solito abbassa l'incidenza.
L'analisi per flussi
Gli indici fotografano un giorno, il 31 dicembre. L'analisi per flussi confronta due bilanci e racconta l'anno: da dove sono arrivate le risorse e dove sono andate, prima nel capitale circolante netto, poi nella cassa.
Stato patrimoniale riclassificato, due esercizi
| Migliaia di euro | 2025 | 2026 | Δ |
| Impieghi | |||
| Immobilizzazioni immateriali | 35 | 40 | +5 |
| Immobilizzazioni materiali | 285 | 320 | +35 |
| Immobilizzazioni finanziarie | 30 | 30 | = |
| Attivo immobilizzato | 350 | 390 | +40 |
| Rimanenze | 142 | 150 | +8 |
| Crediti verso clienti | 185 | 210 | +25 |
| Crediti tributari | 30 | 30 | = |
| Ratei e risconti attivi | 5 | 5 | = |
| Liquidità immediate | 115 | 85 | −30 |
| Attivo corrente | 477 | 480 | +3 |
| Totale impieghi | 827 | 870 | +43 |
| Fonti | |||
| Patrimonio netto | 280 | 310 | +30 |
| Mutuo, quota oltre l'anno | 180 | 150 | −30 |
| Trattamento di fine rapporto | 63 | 75 | +12 |
| Fondi per rischi e oneri | 20 | 25 | +5 |
| Passività consolidate | 263 | 250 | −13 |
| Debiti verso fornitori | 178 | 190 | +12 |
| Mutuo, quota entro l'anno | 20 | 30 | +10 |
| Debiti tributari | 31 | 35 | +4 |
| Debiti previdenziali | 15 | 15 | = |
| Ratei e risconti passivi | 10 | 10 | = |
| Dividendi da pagare | 30 | 30 | = |
| Passività correnti | 284 | 310 | +26 |
| Totale fonti | 827 | 870 | +43 |
| Capitale circolante netto | 193 | 170 | −23 |
Dopo la destinazione dell'utile, come negli indici. Il 2025 è l'anno da cui parte il rendiconto finanziario di Esempio Srl.
Capitale circolante
Il capitale circolante netto è la differenza tra attivo corrente e passività correnti. Cambia solo per operazioni che toccano anche una voce a lungo termine: investimenti, mutui, capitale, dividendi, fondi a lungo. Le operazioni tutte a breve, come incassare un credito, lo lasciano uguale.
La fonte principale è la gestione reddituale: l'utile più i costi che non hanno ridotto il circolante, cioè ammortamenti e accantonamenti a TFR e fondi rischi. La svalutazione dei crediti invece non si somma: ha ridotto un credito a breve, quindi il circolante l'ha già perso.
148 generati, 171 impiegatiFonti e impieghi del capitale circolante netto
| Fonti | |
| Utile dell'esercizio | 60 |
| Ammortamenti | 65 |
| Accantonamento al TFR | 18 |
| Accantonamento al fondo rischi | 5 |
| Flusso della gestione reddituale | 148 |
| Impieghi | |
| Investimenti in immobilizzazioni materiali | 90 |
| Investimenti in immobilizzazioni immateriali | 15 |
| TFR pagato ai dipendenti usciti | 6 |
| Quota del mutuo che diventa a breve | 30 |
| Dividendi deliberati sull'utile 2026 | 30 |
| Totale impieghi | 171 |
Fonti 148 − impieghi 171 = − 23: il capitale circolante netto scende da 193 a 170 migliaia di euro. Lo stesso numero si ottiene dagli stati patrimoniali: (patrimonio netto + passività consolidate) − attivo immobilizzato.
Cassa
Il circolante comprende magazzino e crediti, che non sono ancora soldi. Per arrivare alla cassa si tolgono le loro variazioni e quelle dei debiti a breve: è il metodo indiretto del rendiconto finanziario, che le società con bilancio ordinario redigono dal 2016 (art. 2425-ter c.c., OIC 10).
Esempio Srl ha generato 125 mila euro di cassa con la gestione, ne ha spesi 105 in investimenti e 50 tra rata del mutuo e dividendi. La cassa scende di 30.
utile 60, cassa − 30Dal flusso di circolante al flusso di cassa
- Variazione del capitale circolante netto− 23
- − Aumento delle rimanenze− 8
- − Aumento dei crediti verso clienti− 25
- + Aumento dei debiti verso fornitori+ 12
- + Aumento dei debiti tributari+ 4
- + Aumento della quota del mutuo entro l'anno+ 10
- Variazione delle liquidità immediate− 30
Il rendiconto finanziario in sintesi
| A. Flusso dell'attività operativa | 125 |
| B. Flusso dell'attività di investimento | − 105 |
| C. Flusso dell'attività di finanziamento | − 50 |
| Variazione delle disponibilità liquide | − 30 |
Indicatori
Gli indici di flusso misurano la capacità di produrre cassa, che è ciò con cui si pagano debiti e dividendi. Due li guardano sempre le banche: quanta parte degli investimenti è pagata dalla gestione, e in quanti anni la cassa operativa ripagherebbe i debiti finanziari.
Il flusso di cassa libero è la cassa che resta dopo gli investimenti: è quella disponibile per rimborsare i finanziatori e remunerare i soci. L'autofinanziamento somma gli utili trattenuti, la parte "propria", e gli ammortamenti e accantonamenti, la parte "impropria" o di mantenimento.
la cassa non menteGli indicatori di flusso
La gestione basta a pagare gli investimenti, ma non anche rata e dividendi: per questo la cassa cala. Un anno così è normale dopo un investimento; se si ripete, il circolante si assottiglia e l'indice di disponibilità peggiora.
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