In breve
È la parte del bilancio scritta a parole: spiega i criteri usati per valutare le voci e aggiunge le informazioni che gli schemi non mostrano, come i movimenti delle immobilizzazioni, i debiti oltre cinque anni o il numero dei dipendenti.
Che cosa contiene
L'art. 2427 del codice civile elenca le informazioni minime. Tra le più usate: criteri di valutazione (n. 1), movimenti delle immobilizzazioni (n. 2), crediti e debiti oltre cinque anni (n. 6), ratei, risconti e altri fondi (n. 7), origine e utilizzabilità delle riserve (n. 7-bis), impegni e passività potenziali (n. 9), elementi di entità o incidenza eccezionali (n. 13), numero medio dei dipendenti (n. 15), proposta di destinazione dell'utile (n. 22-septies).
Perché conta
Due bilanci con gli stessi numeri possono raccontare cose diverse a seconda dei criteri: un magazzino valutato con il FIFO o con il costo medio, un fondo rischi stimato con più o meno prudenza. La nota integrativa lo dichiara. Per esempio: «Le rimanenze sono valutate al minore tra il costo, determinato con il metodo FIFO, e il valore di realizzo desumibile dall'andamento del mercato.»
Nei bilanci più piccoli
Chi redige il bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis) presenta una nota integrativa ridotta; le micro-imprese (art. 2435-ter) possono non redigerla, se riportano alcune informazioni in calce allo stato patrimoniale.
All'esame, attenzione a
- Non è un riassunto dei numeri: aggiunge informazioni che negli schemi non ci sono.
- Fa parte del bilancio a tutti gli effetti, insieme a stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario (art. 2423).
- Le passività solo possibili non si iscrivono nei fondi: si descrivono in nota integrativa (n. 9).