Sono i beni fisici che l'azienda usa per lavorare per più anni. Non diventano costo tutti insieme: si consumano un po' alla volta, con l'ammortamento.
Come funziona
Quando l'azienda compra un macchinario non registra un costo dell'anno: lo iscrive nell'attivo al costo d'acquisto, più gli oneri accessori come trasporto e installazione. Il pagamento esce subito dalla cassa, ma il costo si distribuisce sugli anni in cui il bene viene usato.
Ogni anno una quota del costo passa nel conto economico come ammortamento (voce B.10.b). Con il metodo a quote costanti, il più diffuso, si divide il costo per gli anni di vita utile. Le quote già spese si accumulano nel fondo ammortamento, e nello stato patrimoniale compare solo il valore netto: costo meno fondo.
I terreni non si ammortizzano, perché non si consumano. Se il valore recuperabile di un bene scende in modo durevole sotto il valore netto, si aggiunge una svalutazione (art. 2426 n.3, OIC 9).
| Costo storico | 100.000 € |
| Quota annua (100.000 ÷ 5, aliquota 20%) | 20.000 € |
| Fondo ammortamento a fine anno 3 | 60.000 € |
| Valore netto a fine anno 3 | 40.000 € |
| Costo storico di tutte le immobilizzazioni materiali | 520.000 € |
| Fondo ammortamento | − 200.000 € |
| Valore netto in stato patrimoniale | 320.000 € |
Dove la ritrovi
Le scritture in partita doppia
All'esame, attenzione a
- Il pagamento avviene subito, il costo si distribuisce negli anni: sono due fatti diversi.
- Lo stato patrimoniale mostra il valore netto, non il costo storico.
- L'ammortamento non è un'uscita di cassa. Per questo, nel rendiconto indiretto, si somma all'utile.