Sono le somme dovute allo Stato e non ancora versate: IVA, imposte sul reddito, ritenute trattenute a dipendenti e professionisti. L'azienda le ha già incassate o trattenute, ma non sono sue.
Come funziona
L'IVA è un'imposta che l'azienda non paga di tasca propria: la addebita ai clienti (IVA a debito) e la paga ai fornitori (IVA a credito). Ogni mese o ogni trimestre le confronta nella liquidazione: se l'IVA a debito è maggiore versa la differenza con l'F24 entro il 16 del mese successivo, se è minore matura un credito.
Per questo l'IVA non compare nel conto economico: non è né un costo né un ricavo. Nello stato patrimoniale resta solo il saldo dell'ultima liquidazione: un debito in D.12 se da versare, un credito in C.II.5-bis se a favore dell'azienda.
In D.12 finiscono anche le imposte sul reddito dell'anno al netto degli acconti versati e le ritenute IRPEF trattenute su stipendi e parcelle, che l'azienda versa come sostituto d'imposta. Le imposte differite, che non sono debiti certi, vanno invece nel fondo B.2.
| IVA a debito sulle vendite | 4.400 € |
| − IVA a credito sugli acquisti | 3.000 € |
| IVA da versare entro il 16 maggio | 1.400 € |
| IVA dell'ultima liquidazione da versare | 16.000 € |
| Saldo delle imposte sul reddito | 15.000 € |
| Ritenute IRPEF di dicembre da versare | 4.000 € |
| Debiti tributari | 35.000 € |
Dove la ritrovi
Le scritture in partita doppia
All'esame, attenzione a
- L'IVA non è un costo né un ricavo: transita nello stato patrimoniale.
- Il debito IVA nasce sulle vendite, il credito sugli acquisti: conta il saldo della liquidazione.
- Le ritenute sui dipendenti sono debiti dell'azienda verso lo Stato, non costi aggiuntivi.