In breve
Si riordinano le voci in base al tempo in cui torneranno liquide (impieghi) o andranno restituite (fonti). Impieghi: attivo immobilizzato e attivo corrente, cioè magazzino, liquidità differite e liquidità immediate. Fonti: patrimonio netto, passività consolidate (oltre l'anno) e correnti (entro l'anno).
Che cosa si sposta
In Esempio Srl la quota del mutuo che scade entro l'anno, 30.000 €, diventa passività corrente; TFR e fondi rischi sono passività consolidate; i 30.000 € di dividendi decisi dall'assemblea escono dal patrimonio netto e diventano un debito a breve, perché la riclassificazione è fatta dopo la destinazione dell'utile.
| Attivo immobilizzato | 390.000 € |
| Magazzino | 150.000 € |
| Liquidità differite | 245.000 € |
| Liquidità immediate | 85.000 € |
| Totale impieghi | 870.000 € |
| Patrimonio netto | 310.000 € |
| Passività consolidate | 250.000 € |
| Passività correnti | 310.000 € |
| Totale fonti | 870.000 € |
A cosa serve
Gli indici di solidità e di liquidità partono da qui: margini di struttura, capitale circolante netto, indice di disponibilità, indice di liquidità.
All'esame, attenzione a
- Impieghi = fonti: se non quadra, qualcosa è stato spostato due volte o dimenticato.
- Ratei e risconti attivi di breve periodo finiscono tra le liquidità differite.
- Va dichiarato se si riclassifica prima o dopo la destinazione dell'utile.