La spiegazione che segue vale per tutte le voci della scheda Utile (perdita) dell'esercizio.
È il risultato finale del conto economico: ricavi meno tutti i costi, imposte comprese. Passa nello stato patrimoniale, dentro il patrimonio netto, e poi l'assemblea decide che cosa farne.
Come funziona
L'utile è la cerniera tra i due documenti: l'ultima riga del conto economico, voce 21, coincide con la voce A.IX del patrimonio netto. In partita doppia, a fine anno, i conti di costo e di ricavo si chiudono e la differenza confluisce nel conto Utile d'esercizio.
Entro 120 giorni dalla chiusura, 180 in casi particolari, l'assemblea approva il bilancio e decide la destinazione dell'utile. Prima va la riserva legale: almeno il 5% dell'utile, finché la riserva non arriva a un quinto del capitale (art. 2430). Il resto può andare a riserve statutarie o facoltative, essere portato a nuovo o distribuito ai soci come dividendo.
Si possono distribuire solo utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio approvato (art. 2433); se il capitale è stato intaccato da perdite, prima va reintegrato. Una perdita, invece, si copre con le riserve disponibili, si rinvia agli esercizi successivi oppure riduce il capitale.
| Utile dell'esercizio | 60.000 € |
| A riserva legale (5%) | 3.000 € |
| A riserva straordinaria | 27.000 € |
| Dividendi ai soci | 30.000 € |
| Capitale sociale | 100.000 € |
| Tetto: un quinto del capitale | 20.000 € |
| Riserva legale prima della delibera | 17.000 € |
| Riserva legale dopo la delibera | 20.000 € |
Dove la ritrovi
Le scritture in partita doppia
All'esame, attenzione a
- Utile e dividendo non sono la stessa cosa: l'utile si può anche lasciare tutto in azienda.
- Il 5% alla riserva legale è obbligatorio solo finché la riserva non raggiunge un quinto del capitale: in Esempio Srl, dal prossimo anno, non più.
- L'utile è un numero di competenza: un'azienda in utile può non avere la cassa per pagare i dividendi.