La spiegazione che segue vale per tutte le voci della scheda Debiti verso banche.
Sono i soldi presi in prestito dalle banche: mutui, finanziamenti, conti correnti in rosso. Ogni anno costano interessi, e la parte che scade entro dodici mesi va indicata a parte.
Come funziona
Quando la banca eroga un mutuo, in conto entra la somma e nasce un debito di pari importo. Nessun ricavo: ricevere un prestito non arricchisce l'azienda, le dà solo liquidità da restituire.
Ogni rata ha due parti. La quota interessi è un costo dell'anno, voce C.17. La quota capitale riduce il debito e non passa dal conto economico: nel rendiconto compare tra i rimborsi di finanziamenti. Con l'ammortamento alla francese, il più diffuso, la rata è costante: all'inizio è fatta soprattutto di interessi, verso la fine soprattutto di capitale.
Per ogni debito va indicata la parte esigibile oltre l'esercizio successivo, e in nota integrativa i debiti oltre cinque anni e quelli assistiti da garanzie reali come un'ipoteca (art. 2427 n.6). Nel riclassificato finanziario la quota entro l'anno va tra le passività correnti, il resto tra le consolidate.
| Rata annua costante | 11.231 € |
| Interessi del primo anno: 50.000 × 4% | 2.000 € |
| Quota capitale del primo anno | 9.231 € |
| Debito residuo dopo la prima rata | 40.769 € |
| Debiti verso banche | 180.000 € |
| di cui con scadenza entro l'anno | 30.000 € |
| di cui con scadenza oltre l'anno | 150.000 € |
| Interessi dell'anno, voce C.17 | 12.000 € |
Dove la ritrovi
Le scritture in partita doppia
All'esame, attenzione a
- La rata non è tutta costo: solo gli interessi lo sono.
- Ricevere un mutuo non è un ricavo e restituirlo non è un costo.
- Debiti verso banche alti non sono un male in sé: conta se il rendimento degli investimenti (ROI) supera il costo del debito.