In breve
È la quantità di vendite a cui i ricavi coprono esattamente tutti i costi. Si dividono i costi fissi per il margine di contribuzione unitario, cioè prezzo meno costo variabile unitario. Sotto quella quantità si perde, sopra si guadagna.
Le ipotesi
Il modello regge su ipotesi semplici: prezzo e costo variabile unitario costanti, costi fissi stabili nell'intervallo considerato, tutto ciò che si produce viene venduto. Se serve un nuovo impianto, i costi fissi fanno un salto.
| Margine di contribuzione unitario (50 − 30) | 20 € |
| Quantità di pareggio (400.000 ÷ 20) | 20.000 unità |
| Fatturato di pareggio (20.000 × 50) | 1.000.000 € |
| Risultato con 25.000 unità (25.000 × 20 − 400.000) | 100.000 € |
| Margine di sicurezza ((25.000 − 20.000) ÷ 25.000) | 20,0% |
All'esame
Di solito si chiede anche il grafico: la retta dei ricavi, la retta dei costi totali che parte dai costi fissi, il punto in cui si incontrano. Poi gli scenari: costi fissi più alti, prezzo più basso, costi variabili in aumento.
All'esame, attenzione a
- Il margine di contribuzione unitario deve essere positivo, altrimenti il pareggio non esiste.
- Fatturato di pareggio = costi fissi ÷ (1 − costo variabile ÷ prezzo).
- Il margine di sicurezza dice di quanto possono calare le vendite prima della perdita.