Sono accantonamenti per perdite o debiti che probabilmente arriveranno, ma di cui non si conosce con certezza l'importo o la data. Si registrano subito, per prudenza.
Come funziona
Il fondo nasce quando c'è un'obbligazione attuale, legata a un fatto già avvenuto, e l'uscita di risorse è probabile: una causa intentata da un cliente, le garanzie sui prodotti venduti, una bonifica ambientale imposta per legge. L'importo si stima con le migliori informazioni disponibili quando si redige il bilancio.
Il costo si registra nell'anno in cui nasce il rischio, nella voce B.12 per i rischi o B.13 per gli altri oneri, e il fondo si iscrive nel passivo. Quando l'evento si verifica, il pagamento si fa usando il fondo: non c'è un nuovo costo, salvo la differenza se l'accantonamento non bastava.
Conta la probabilità. Se la perdita è probabile si accantona; se è solo possibile si descrive in nota integrativa senza accantonare; se è remota non si dice nulla. Non si possono creare fondi generici senza un rischio specifico: sarebbero riserve nascoste che riducono l'utile senza motivo (OIC 31).
| Richiesta del cliente | 20.000 € |
| Stima dei legali: perdita probabile | 5.000 € |
| Accantonamento dell'anno, B.12 | 5.000 € |
| Fondo nel passivo, B.4 | 5.000 € |
| Fondo al 1° gennaio | 20.000 € |
| + Accantonamento dell'anno | 5.000 € |
| − Utilizzi | 0 € |
| Fondo al 31 dicembre | 25.000 € |
Dove la ritrovi
Le scritture in partita doppia
All'esame, attenzione a
- Probabile: si accantona. Possibile: si scrive in nota integrativa. Remoto: niente.
- Il fondo è una passività, non una riserva del patrimonio netto.
- Quando la causa si chiude si usa il fondo: il costo era già stato registrato.