Servono a dividere tra due esercizi un costo o un ricavo che riguarda un periodo a cavallo del 31 dicembre.
Come funziona
Il principio è la competenza: un costo appartiene all'anno in cui il servizio viene usato, non a quello in cui si paga. Quando pagamento e competenza cadono in anni diversi, ratei e risconti spostano la quota giusta nell'anno giusto.
Risconto: il pagamento o l'incasso è già avvenuto, ma una parte riguarda l'anno dopo. Un'assicurazione pagata in anticipo genera un risconto attivo; un canone incassato in anticipo, un risconto passivo.
Rateo: la competenza è già maturata, ma pagamento o incasso arriveranno l'anno dopo. Interessi su un prestito pagati a scadenza posticipata generano un rateo passivo; interessi attivi da incassare, un rateo attivo. Si usano solo per importi comuni a due o più esercizi che variano con il tempo (art. 2424-bis c.c.).
| Premio pagato | 1.200 € |
| Competenza 2026 (ottobre–dicembre, 3 mesi), costo in B.7 | 300 € |
| Risconto attivo al 31/12/2026 | 900 € |
| Interessi pagati nel 2027 | 600 € |
| Competenza 2026 (settembre–dicembre, 4 mesi), costo in C.17 | 400 € |
| Rateo passivo al 31/12/2026 | 400 € |
«I risconti attivi, 5.000 €, riguardano premi assicurativi e canoni pagati in anticipo.»
Dove la ritrovi
Le scritture in partita doppia
All'esame, attenzione a
- Risconto: i soldi si sono già mossi, la competenza è futura. Rateo: la competenza è già maturata, i soldi si muoveranno.
- Attivo o passivo dipende dall'effetto: un risconto attivo è un costo pagato in anticipo, un risconto passivo è un ricavo incassato in anticipo.
- Non sono crediti o debiti veri e propri: servono solo a ripartire nel tempo.