Sono quote di altre società. Dove vanno e come si valutano dipende da quanto se ne possiede e da quanto a lungo si intende tenerle.
Come funziona
Le partecipazioni destinate a restare a lungo in portafoglio vanno tra le immobilizzazioni finanziarie, B.III.1; quelle comprate per essere rivendute a breve tra le attività finanziarie del circolante, C.III. Conta l'intenzione degli amministratori, da spiegare in nota integrativa.
La classificazione dipende dal legame. Controllata: si ha la maggioranza dei voti in assemblea, o voti sufficienti per un'influenza dominante, o vincoli contrattuali che la danno. Collegata: si esercita un'influenza notevole, che si presume con almeno un quinto dei voti, un decimo se la società è quotata (art. 2359 c.c.). Sotto queste soglie si parla di altre imprese.
Le partecipazioni immobilizzate si valutano al costo, ridotto se subiscono perdite durevoli di valore; per controllate e collegate si può usare il metodo del patrimonio netto, che segue i risultati della partecipata. Chi controlla altre società, sopra certe dimensioni, redige anche il bilancio consolidato (D.Lgs. 127/1991).
| Prezzo pagato | 30.000 € |
| Voti in assemblea | 30% |
| Classificazione | collegata |
| Voce di bilancio | B.III.1.b |
| Partecipazioni immobilizzate | 30.000 € |
| Dividendi incassati nell'anno | 0 € |
| Criterio di valutazione | costo |
Dove la ritrovi
All'esame, attenzione a
- Conta l'intenzione: la stessa azione può stare tra le immobilizzazioni o nel circolante.
- Il controllo può esistere anche sotto il 50%, se si ha comunque un'influenza dominante.
- Le soglie dell'influenza notevole sono presunzioni: un quinto dei voti, un decimo per le società quotate.